Ilva Brockovich

Il 19 settembre 1994 la Pacific Gas and Electric e 634 querelanti della cittadina californiana di Hinkley, nel deserto Mojave, raggiunsero di fronte ai giudici onorari John K. Trotter e Daniel H. Weinstein un accordo extragiudiziale con il quale l’azienda risarcì ai privati 333 milioni di dollari, si impegnò a bonificare l’inquinamento dell’acqua provocato dal cromo 6, un antiossidante impiegato in una stazione di pompaggio della pipeline che collega il Texas alla California, e ovviamente a non usare più il cromo 6.
11 AGO 20
Immagine di Ilva Brockovich
Il 19 settembre 1994 la Pacific Gas and Electric e 634 querelanti della cittadina californiana di Hinkley, nel deserto Mojave, raggiunsero di fronte ai giudici onorari John K. Trotter e Daniel H. Weinstein un accordo extragiudiziale con il quale l’azienda risarcì ai privati 333 milioni di dollari, si impegnò a bonificare l’inquinamento dell’acqua provocato dal cromo 6, un antiossidante impiegato in una stazione di pompaggio della pipeline che collega il Texas alla California, e ovviamente a non usare più il cromo 6. Una parcella di 2 milioni fu pagata all’avvocatessa che aveva raccolto tonnellate di carte e testimonianze e portato, nel 1993, la causa di fronte alla Corte superiore di San Bernardino: una segretaria precaria dello studio legale Ed Masry di Los Angeles. Il suo nome era Erin Brockovich e la storia sarebbe diventata nel 2000 un film per il quale Julia Roberts vinse l’Oscar e il Golden Globe.
Erin Brockovich, il film, è nell’immaginario collettivo il simbolo della difesa esemplare dei diritti dei singoli contro le grandi corporation inquinatrici. E questo benché nel 2011 una ricerca della Loma Linda University, per conto del California Cancer Registry, abbia accertato che il cromo 6 è sì tossico, ma solo se inalato, e che le morti di tumore a Hinkley siano inferiori alla media della regione. Il punto però non è questo. In nessun momento della causa e di tutto ciò che l’ha accompagnata – i funzionari della PG&E avevano notificato allo stato della California di aver scoperto cromo 6 nel compressore di Hinkley già nel 1987; l’azienda era entrata in crisi per un errato modello di business; nel 2001 dichiarerà bancarotta in base al Chapter 11, uscendone risanata tre anni dopo; ancora nel 2010 è stata accusata di abuso di lobbying ed elusione fiscale – nessun tribunale americano ha mai lontanamente ipotizzato di sequestrarne gli impianti, né di imporre la cessazione della produzione. Anzi. La corte di San Bernardino ha sollecitato la Pacific Gas a non prendere spunto dalla situazione per ridurre la quantità o aumentare il prezzo delle forniture concordate con lo stato della California. Qualcuno alla procura di Taranto ha mai letto le carte di Erin Brockovich? Forse no, ecco perché la possibilità di mettere a norma gli impianti è stata strozzata dall’azione della magistratura.